E' vero.
Ormai per farsi ascoltare e vedere, bisogna raccontare una storia.
Oppure si finisce per cambiare canale, sito, app.
Come ogni anno, è arrivato Natale, e con lui le storie migliori. Anche in pubblicità.
Per augurare a tutti "buone feste", posto quelli che per me sono i 3 film dedicati al Natale più belli ed emozionanti dell'anno.
Sono sicuro che aiuteranno a sciogliere i nostri cuori di pietra.
1. John Lewis - perchè il Natale è più bello se vissuto con gli occhi da bambino e perchè dopo questo era difficile superarsi
2. Coca Cola - per il messaggio
3. Sainsbury - per il coraggio
Per chiudere un omaggio alla miglior colonna sonora per le feste.
E' di Ed Harcourt, il pezzo si chiama "The Way That i Live" ed è la canzone dello spot di Natale di Burberry.
Happy Xmas.
:D
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martedì 23 dicembre 2014
XMAS IN SPOT.
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martedì 22 luglio 2014
CHE MONDO SAREBBE.
Oggi è una bella giornata.
Ho avuto il piacere di incontrare e conoscere due signori,
di qualche anno più grandi di me e certamente con molta più esperienza di me,
con i quali condivido una passione in comune: quella della pubblicità, degli
spot, dell’arte visiva.
Per entrambi l’advertising è una passione prima che un
lavoro.
Mi hanno regalato un libro che hanno scritto 9 anni fa e che
sicuramente divorerò.
Poi ci hanno presentato il loro ieri e il loro oggi.
Ci hanno raccontato la storia di un capolavoro assoluto del
2004, di come è venuta l’idea, la risposta del cliente, di come l’hanno
realizzato, insieme a Spike Lee.
Lo hanno fatto con semplicità, modestia e un pizzico di
orgoglio.
E per questo, bravi due volte.
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venerdì 25 aprile 2014
Sì, VIAGGIARE...
Sì viaggiare,
evitando le buche più dure,
senza per questo cadere nelle tue paure...
Cantava così Lucio Battisti regalandoci, in una canzone, l'impressione che il viaggio sia la metafora della vita. Ogni chilometro, come ogni giorno, ha infatti qualcosa di nuovo, di imprevedibile, di piacevole o stressante. Di magico.
...dolcemente viaggiare
rallentare per poi accelerare
con un ritmo fluente di vita nel cuore...
On e off, il ritmo della vita che pulsa. E più batte, più spingi sull'acceleratore e più vuoi andare, spostarti, vedere cose nuove, riempirti di esperienza, di altro, di altri.
...Con coraggio gentilmente, gentilmente
dolcemente viaggiare...
Ecco il rational della campagna, lo lascio volutamente in inglese:
This campaign focuses on those moment when travelers even in unfamiliar territory realize that they are able to enjoy every moment of their trip, despite any luggage mishaps along the way, because Samsonite is there to take care of their belongings.
Ed ecco il video:
http://youtu.be/40kTWvbz_ec
Se poi volete ascoltare le parole di Lucio Battisti, le trovate qui:
http://youtu.be/stA3AsW8Sl4
evitando le buche più dure,
senza per questo cadere nelle tue paure...
Cantava così Lucio Battisti regalandoci, in una canzone, l'impressione che il viaggio sia la metafora della vita. Ogni chilometro, come ogni giorno, ha infatti qualcosa di nuovo, di imprevedibile, di piacevole o stressante. Di magico.
...dolcemente viaggiare
rallentare per poi accelerare
con un ritmo fluente di vita nel cuore...
On e off, il ritmo della vita che pulsa. E più batte, più spingi sull'acceleratore e più vuoi andare, spostarti, vedere cose nuove, riempirti di esperienza, di altro, di altri.
...Con coraggio gentilmente, gentilmente
dolcemente viaggiare...
Il viaggio è la meravigliosa occasione per andare incontro alle nostre paure e capire che possiamo conviverci, se proprio non superarle.
Peccato che in questa campagna, Samsonite non abbia suggerito a Saatchi & Saatchi di usare le note di Lucio Battisti.
Sarebbe stato forse meno coinvolgente, ma un bella colonna sonora per dire "Viaggiate e godetevi ogni secondo".
Ecco il rational della campagna, lo lascio volutamente in inglese:
This campaign focuses on those moment when travelers even in unfamiliar territory realize that they are able to enjoy every moment of their trip, despite any luggage mishaps along the way, because Samsonite is there to take care of their belongings.
Ed ecco il video:
http://youtu.be/40kTWvbz_ec
Se poi volete ascoltare le parole di Lucio Battisti, le trovate qui:
http://youtu.be/stA3AsW8Sl4
lunedì 7 aprile 2014
LA GENUINITA' DI UN SORRISO.
Dopo una giornata come questa, fatta di troppo niente, di modi di porsi sbagliati, di atteggiamenti fastidiosi... c'è solo una cosa che mi può dare sollievo: il sorriso di un bambino.
E così, mi è tornata alla memoria una campagna bellissima, pensata per il sociale.
Si tratta di una serie di interviste a bambini a cui vengono poste domande da adulto.
L'idea nasce dalla necessità di far capire che i bambini non possono essere trattati come gli adulti. Perchè sono bambini.
Eccola:
Questa campagna, mi fa riflettere sull'attenzione che dedichiamo alle persone ogni giorno, a come interagiamo con loro, a che tipo di reazione fanno nascere i nostri comportamenti o più semplicemente come vengono interpretati.
Potrei non finire mai di scrivere ricamando intorno al concetto del "misleading", del come ci si fraintende, del perchè si ricama, del quando non ci capiamo.. tra adulti.
Per questo, smetto qui.
E torno a godermi il sorriso delle persone più vere e genuine che ci siano: i bambini.
:D
lunedì 31 marzo 2014
E' ARRIVATO IL BAT-MOBILE.
A volte per fare uno spot di successo o magari anche solo diverso dal solito, ci vogliono degli ingredienti speciali.
Per me uno di questi è il coraggio, quella determinazione con cui si prendono e si sostengono le proprie scelte. Senza arroganza, ma con assertività. Quello che ci vuole per riuscire a percorrere fino in fondo strade meno sicure e forse per questo più soddisfacenti.
Mi piace pensare che anche dietro a questo spot ci sia una buona dose di follia, tanto lavoro ma soprattutto una bella idea e una dose di questo coraggio. Quello che li ha convinti che pagare un attore famoso, metterlo dietro una telecamera, farlo recitare senza fargli dire molto, anzi praticamente niente sul prodotto, fosse la strategia giusta.
Uno spreco? Beh, secondo me no.
Lo spot a cui mi riferisco è quello di HTC per il cellulare ONE (M8).
Lo trovate qui:
A me ha ricordato alcune campagne di profumi. Dialoghi assenti o quasi, grande intensità ed espressività della recitazione, atmosfere e colori studiati ad hoc per richiamare in qualche modo il prodotto.
Anche in questo spot ci sono un attore giusto, attorno al quale hanno ri-costruito un'ambientazione, la sua. Il tutto per dargli un vestito che sapevano già essere carico di determinati valori e significati. E fatto questo, le parole diventano poco utili.
Innanzitutto, l'attore è Gary Oldman, protagonista di tanti film di successo da "JFK - Un caso ancora aperto" a "Dracula", da Hannibal a Harry Potter. Gary Oldman è soprattutto l'ufficiale di polizia James Gordon in tutta la serie di Batman girata da Christopher Nolan.
James Gordon l'amico e segreto referente dell'uomo pipistrello.
Batman, da buon uomo pipistrello, è un notturno, vive con il buio, le tenebre sono la sua linfa.
E dove è ambientato lo spot? In una stanza buia, con luci soffuse, di notte, con il rumore di una pioggia scrosciante che aggiunge fascino e scandisce il ritmo. Oldman è vestito di nero, intorno a lui non c'è quasi nulla, solo la città con i suoi problemi e la sua malinconia. Lui è appena tornato a casa, sul tetto ad un tratto c'è un fascio di luce...
Insomma, manca solo il logo del pipistrello riflesso nel cielo di Gotham.
Ecco ciò che per me stavano cercando.
E' questa ambientazione che trasferisce all'Htc ONE (M8) i valori che sono di Batman. Quindi diventa il BAT-MOBILE.
Talmente Figo che, dice Oldman, "potrei stare qui a raccontarti un sacco di cose, ma non lo farò.. Go ahead. Ask the internet".
Insomma, cerca da solo e direttamente cosa pensa la gente.
Ma l'ambientazione chiaramente non è tutto.
C'è un'ottima regia, un'eccellente fotografia, un bel ritmo con questa pioggia di sottofondo.
Interessante il testo, con quella mini provocazione finale un po' spocchiosa che aggiunge un po' di arroganza, che con un po’ di coraggio può farti emergere in un mondo dominato da Apple e Samsung.
Che dire, un bel bat-tito di mani. Applausi.
:D
:D
PS: qui c'è il 30"... BLA BLA BLA.. :-) http://youtu.be/PUmubAyt-_s
PS2: mi invento una personalissima colonna sonora.. da sentire! http://youtu.be/2l9MNCJu4YY
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venerdì 21 marzo 2014
QUANDO LA COMUNICAZIONE E' DAVVERO EFFICACE.
Mi capita molto spesso di ascoltare i discorsi delle persone
e chiedermi quale sia il messaggio che vogliono trasmettere.
Oggi si abusa di frasi fatte, inglesismi, intercalari vari
senza arrivare al punto.
Tutt’altro che raramente, succede che nel mezzo del racconto
io mi trovi ad aver già afferrato dove andrà a finire il discorso, così da aver
capito la richiesta, il parere, il suggerimento senza che il mio interlocutore
abbia ancora terminato. In quelle situazioni trovo che provare a infilarsi
negli spazi della punteggiatura verbale per trasmettere di aver capito però, non
sia così semplice. Le persone bramano dal desiderio di pronunciare tutte le
parole che gli passano per la testa senza tralasciarne alcuna. Pena l’insicurezza
di un messaggio opinabile e fraintendibile? Sarà, ma se ho capito, ho capito… il
fatto è che lasciando andare perdiamo tempo in due. Io che ho già capito e mi
annoio ad ascoltare parole inutili. Chi mi parla recita un discorso che non
serve.
Queste situazioni succedono sia tra amici, sia in ambito
professionale dove gli effetti si amplificano quando ci si trova all’interno di
riunioni che divengono interminabili.
Ma il top dei discorsi incomprensibili è quando qualcuno ti
parla di un qualcosa che non conosci.
Lì avviene un qualcosa di mostruoso. Si mettono insieme
parole che non si sposano, di lingue diverse, su argomenti distanti, condivise
da persone che non si conoscono. Insomma, una babilonia.
Come se ne esce?
Uno dei trucchi è il classico “ok, dai.. mandami un mail
così ci penso”.
Traduzione: “oh, non si è capito niente di quello che mi hai
detto.. prova a scriverlo che vediamo se ti riesce di essere più chiaro”.
Cito un episodio recente che mi ha fatto riflettere su
questo argomento.
Mi chiamano 3 persone diverse in 3 momenti distanti, raccontandomi
quanto potrebbe essere utile il loro servizio alla nostra azienda.
Dico io, fatemi capire bene qual è l’ambito, cosa fate, come
funziona in dettaglio.
Seguono spiegazioni, esempi, spunti, idee, parole strane,
spiegazioni poco concrete. E io fatico a comprendere. Mi chiedono un incontro,
lo fissiamo “così mi spiegate bene”, ma non si presentano. Mi richiamano, si
scusano. Forse non ci siamo capiti, dicono.
Ah, ecco. Beh, in effetti, io ancora non ho capito cosa
volete e cosa fate.
Come finisce? Finisce che continuo a non capire ed
esasperato gli dico, “guardate non sono la persona giusta, non mi occupo di
quello”.
Ovvia conclusione, dal momento che non ho capito cosa sia “quello”.
Poi ieri vedo questo loro filmato e di colpo capisco cosa volevano
dirmi.
Insomma, ci volevano tante parole? La risposta è no. In un
minuto si capisce l’insight, benefit e rtb. Insomma come possono essere utili e
perché.
Facendomi anche divertire.
Applausi!
Peccato, ormai non vi ascolterei più.
:D
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martedì 3 dicembre 2013
ANDREA PIRLO E IL TRIANGOLO D'ORO.
Era da un pò che ne volevo parlare.
Aspettavo solo l'occasione giusta, che sapevo sarebbe arrivata presto.
Prima non potevo dirlo a nessuno, poi dovevo aspettare che andasse on air o di trovare il tempo e il modo. Finché come la gran parte delle cose, l'occasione capita senza che nemmeno ci si accorga.
Insomma, volevo ricordare le ore passate a realizzare la nuova campagna di Sisal Matchpoint che ha come protagonista un fenomeno dello sport che ho sempre amato: Andrea Pirlo.
Una campagna realizzata in 15 giorni lavorativi, dall'ok post ricerche di mercato, all'applauso finale per tutto il team a fine riprese. Che avventura, che emozioni!
Ricordo ancora tutto.
Appena arrivato nel mondo Matchpoint, vengo catapultato su file, presentazioni, dati, ricerche... dovevo capire cosa fossero le scommesse sportive in profondità. Per farlo, avevo pochissimi giorni.
Di corsa, ho bloccato l'agenda, occupando ogni minuto con un "TO DO".
Il progetto era davvero interessante, ma l'on air previsto ai primi di settembre non lasciava spazio a dubbi: serviva il miracolo.
Entro in corsa nel progetto, prima riunione con le ricerche di mercato che ci raccontano i risultati del test qualitativo. Questo piace, quello non si capisce, la prima strada ha potenziale, la seconda ha maggiore affinità al target...
Due ore di meeting, usciamo da lì con una decisione presa: abbiamo la strada.
Seguono telefonate, meeting, mail, verifiche, update. Il tutto con ritmi febbrili.
Arrivano i primi problemi, le richieste assurde, le decisioni da prendere urgentemente. Non c'è spazio per pensare. C'è moltissima probabilità di errore. E poi, io sono appena arrivato.
Chiedo aiuto. Anzi, no. Il mio capo capisce che ne ho bisogno (figuriamoci se metto da parte l'orgoglio..). Si aggiunge una collega a darmi una mano e provo a coordinarla dividendoci le attività.
Sono due settimane da cervello bruciato, poco sonno, zero appetito, nessuno spazio per altro.
Ma ci arriviamo.
Scegliamo il testimonial. Tra qualche dubbio, uno sprazzo di lucidità: Andrea Pirlo è il nostro uomo.
Lui accetta, scriviamo il contratto, lo rileggiamo, blindiamo e firmiamo. Ci siamo? Macchè, è solo l'inizio.
Beh, ma allora dai, in qualche modo si può fare.
Siamo pronti per il PPM. Casting, fitting, location, dettagli produttivi-logistici-trasporti.
Ok, tutto approvato in un modo o nell'altro.
PARTIAMO!
Due giorni a Viareggio, tra una scena e l'altra a rincorrere situazioni, gestire cambiamenti, con l'obiettivo di restare concentrati e portarci a casa tutto ciò che ci serve.
Ed è quello che facciamo.
Scena 1 - Mare: bellissimo, mattina presto, piedi nella sabbia, la gente che comincia ad arrivare e guarda incuriosita. Siamo pronti, il set è a posto e le macchine pronte. Arriva Andrea, capisce al volo, da la sua massima disponibilità e dopo due ore, tra un autografo a l'altro, ci spostiamo in pineta
Scena 2 - Pineta: cambia la scena, ripassiamo lo storyboard. Attenzione che non sono scene consecutive, quindi entriamo nel mood della precedente per giudicare questa. Pronti? Ciak... arriviamo all'ora di pranzo. Noi con un panino, Andrea chissà dove. Ma io mi sento un re lo stesso.
Scena 3 - Colazione e Agenzia: per le strade di Viareggio ne giriamo due di filato perchè le location sono molto vicine. Fingiamo una colazione mattiniera al bar, poi una corsa davanti ad una nostra agenzia, ricreata nelle vetrine laddove c'era un negozio di tatoo. Primi segni di cedimento. D'altra parte è sempre il 27 di luglio e sebbene sia un calciatore sono ore che corre con una giacchetta addosso.
Ultima scena - Piscina!: sommozzatori, camere subacquee, comparse in costume, l'agente che scalpita. E' il momento più difficile, quello più teso. Le lancette girano e non abbiamo più molto. Arrivano i primi segnali di nervosismo, le prime richieste di andare via. Cerchiamo un modo per distrarli, ma è troppo difficile. Acceleriamo per favore! "Un attimo solo, la camera va settata". Dai, però.. che questo se ne va! Ok, siamo pronti, "Ciak e Azione"... 5 - 6 prove e buona così.
Fuori dall'acqua, una fonata alla chioma e via. Non prima di una foto ricordo.
Ebbene, sembra il racconto di mesi di lavoro, ma in realtà parliamo di 15 giorni lavorativi.
I più difficili della mia carriera ma, forse per questo, i più soddisfacenti.
Ecco perchè li ricordo volentieri.
Questi giorni mi hanno regalato almeno 3 cose:
1. La convinzione che se lo vuoi davvero, beh allora puoi tutto;
2. La mia prima intervista seria su Storyboard;
3. Il mio 3° Award. La campagna infatti ha vinto il 45° Media Key Award nella categoria "Tempo Libero e campagne promozionali". A un anno dal mio primo Award raccontato qui, torno a festeggiare e a condividere con tutto il team la felicità per un riconoscimento che chiude il cerchio nella maniera migliore.
Ok, Andrea.
Questo non sarà il pallone d'oro. Però io potevo aiutarti a vincere questo.
Ed ecco lo spot:
http://youtu.be/nztDmnllJHI
Aspettavo solo l'occasione giusta, che sapevo sarebbe arrivata presto.
Prima non potevo dirlo a nessuno, poi dovevo aspettare che andasse on air o di trovare il tempo e il modo. Finché come la gran parte delle cose, l'occasione capita senza che nemmeno ci si accorga.
Insomma, volevo ricordare le ore passate a realizzare la nuova campagna di Sisal Matchpoint che ha come protagonista un fenomeno dello sport che ho sempre amato: Andrea Pirlo.
Una campagna realizzata in 15 giorni lavorativi, dall'ok post ricerche di mercato, all'applauso finale per tutto il team a fine riprese. Che avventura, che emozioni!
Ricordo ancora tutto.
Appena arrivato nel mondo Matchpoint, vengo catapultato su file, presentazioni, dati, ricerche... dovevo capire cosa fossero le scommesse sportive in profondità. Per farlo, avevo pochissimi giorni.
Di corsa, ho bloccato l'agenda, occupando ogni minuto con un "TO DO".
Il progetto era davvero interessante, ma l'on air previsto ai primi di settembre non lasciava spazio a dubbi: serviva il miracolo.
Entro in corsa nel progetto, prima riunione con le ricerche di mercato che ci raccontano i risultati del test qualitativo. Questo piace, quello non si capisce, la prima strada ha potenziale, la seconda ha maggiore affinità al target...
Due ore di meeting, usciamo da lì con una decisione presa: abbiamo la strada.
Seguono telefonate, meeting, mail, verifiche, update. Il tutto con ritmi febbrili.
Arrivano i primi problemi, le richieste assurde, le decisioni da prendere urgentemente. Non c'è spazio per pensare. C'è moltissima probabilità di errore. E poi, io sono appena arrivato.
Chiedo aiuto. Anzi, no. Il mio capo capisce che ne ho bisogno (figuriamoci se metto da parte l'orgoglio..). Si aggiunge una collega a darmi una mano e provo a coordinarla dividendoci le attività.
Sono due settimane da cervello bruciato, poco sonno, zero appetito, nessuno spazio per altro.
Ma ci arriviamo.
Scegliamo il testimonial. Tra qualche dubbio, uno sprazzo di lucidità: Andrea Pirlo è il nostro uomo.
Lui accetta, scriviamo il contratto, lo rileggiamo, blindiamo e firmiamo. Ci siamo? Macchè, è solo l'inizio.
E allora pronti, via.. Scegliamo la casa di produzione, la regia.
Poi? Sentire Pirlo, anzi l'agente e chiedere le disponibilità.
Risposta: 27 luglio, prendere o lasciare. Prendiamo con tanto di ringraziamenti per la concessione di un giorno di vacanza.
Tutto pronto? No... ecco... Andrea non si vuole muovere da Viareggio dove si trova in vacanza.
Eddai, costa troppo, è un casino, tutto ancora più difficile, non abbiamo punti vendita a Viareggio, ok c'è il mare, ma.. una piscina? Beh sì.. un parco? C'è!
Beh, ma allora dai, in qualche modo si può fare.
Siamo pronti per il PPM. Casting, fitting, location, dettagli produttivi-logistici-trasporti.
Ok, tutto approvato in un modo o nell'altro.
PARTIAMO!
Due giorni a Viareggio, tra una scena e l'altra a rincorrere situazioni, gestire cambiamenti, con l'obiettivo di restare concentrati e portarci a casa tutto ciò che ci serve.
Ed è quello che facciamo.
Scena 1 - Mare: bellissimo, mattina presto, piedi nella sabbia, la gente che comincia ad arrivare e guarda incuriosita. Siamo pronti, il set è a posto e le macchine pronte. Arriva Andrea, capisce al volo, da la sua massima disponibilità e dopo due ore, tra un autografo a l'altro, ci spostiamo in pineta
Scena 2 - Pineta: cambia la scena, ripassiamo lo storyboard. Attenzione che non sono scene consecutive, quindi entriamo nel mood della precedente per giudicare questa. Pronti? Ciak... arriviamo all'ora di pranzo. Noi con un panino, Andrea chissà dove. Ma io mi sento un re lo stesso.
Scena 3 - Colazione e Agenzia: per le strade di Viareggio ne giriamo due di filato perchè le location sono molto vicine. Fingiamo una colazione mattiniera al bar, poi una corsa davanti ad una nostra agenzia, ricreata nelle vetrine laddove c'era un negozio di tatoo. Primi segni di cedimento. D'altra parte è sempre il 27 di luglio e sebbene sia un calciatore sono ore che corre con una giacchetta addosso.
Ultima scena - Piscina!: sommozzatori, camere subacquee, comparse in costume, l'agente che scalpita. E' il momento più difficile, quello più teso. Le lancette girano e non abbiamo più molto. Arrivano i primi segnali di nervosismo, le prime richieste di andare via. Cerchiamo un modo per distrarli, ma è troppo difficile. Acceleriamo per favore! "Un attimo solo, la camera va settata". Dai, però.. che questo se ne va! Ok, siamo pronti, "Ciak e Azione"... 5 - 6 prove e buona così.
Fuori dall'acqua, una fonata alla chioma e via. Non prima di una foto ricordo.
Ebbene, sembra il racconto di mesi di lavoro, ma in realtà parliamo di 15 giorni lavorativi.
I più difficili della mia carriera ma, forse per questo, i più soddisfacenti.
Ecco perchè li ricordo volentieri.
Questi giorni mi hanno regalato almeno 3 cose:
1. La convinzione che se lo vuoi davvero, beh allora puoi tutto;
2. La mia prima intervista seria su Storyboard;
3. Il mio 3° Award. La campagna infatti ha vinto il 45° Media Key Award nella categoria "Tempo Libero e campagne promozionali". A un anno dal mio primo Award raccontato qui, torno a festeggiare e a condividere con tutto il team la felicità per un riconoscimento che chiude il cerchio nella maniera migliore.
Ok, Andrea.
Questo non sarà il pallone d'oro. Però io potevo aiutarti a vincere questo.
Ed ecco lo spot:
http://youtu.be/nztDmnllJHI
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giovedì 31 ottobre 2013
IT'S ONLY ROCK'N'ROLL...
Oggi è Halloween, giusto?
Beh, stavo per pubblicare un nuovo post, breve, con una sola
immagine a tema.
Poi, invece, mi sono imbattuto in una cosa semplicemente
strepitosa.
E’ stata una giornata all’insegna del rock, piena di Pearl
Jam dall’inizio alla fine.
Un gruppo che non mi ha mai appassionato, anzi l’ho sempre
un po’ snobbato. Fino a che, un giorno, non ho deciso di dargli una chance e
riscoprire quanto mi piace il loro sound e quanta forza ha Eddie Vedder con il
suo essere tenebroso e distaccato.
Insomma, li stavo ascoltando quando, ad un certo punto,
neanche mi ricordo come, trovo il video celebrativo per i 10 anni di Rolling
Stones.
Leggo i credits e scopro che è stato pensato dai due
direttori creativi di DLV BBDO, una delle agenzie con cui ho il grande onore di
lavorare ogni giorno, e girato da Federico Brugia (di cui sento parlare
benissimo) con Filmaster.
Perfetto, non posso perdermelo allora!
Mi leggo la premessa: “provocatorio”, “esasperazione”,
“iconografia perversa”, “mondo sintetico”. Ah però, tanta roba, per augurarsi
buon compleanno.
Ancora più incuriosito, clicco, allargo e mi sdraio sulla
sedia.
Sono pronto, stupitemi.
BOOM
BOOM
BOOM
Cazzo! Che botta!
Situazioni di vita artificialmente vissuta.
Insomma il rock sarebbe musica vera, l’elettronica dei DJ
artificio di plastica.
Che dire, di certo l’obiettivo non è era quello di essere
velati, educati, passare sotto traccia.
L’obiettivo era posizionare Rolling Stones, distinguerlo,
polarizzarne fortemente l’immagine, caratterizzarla. Insomma, far capire senza
mezze misure, senza pericolo di fraintendimenti che NOI SIAMO IL ROCK.
Rimango stupito dalla qualità del trattamento registico e
della fotografia. Eccezionale, davvero.
C’è una cosa, però che mi arriva con grande potenza. Ed è il
connubio tra COSA vogliamo dire e COME lo vogliamo dire. Perché in questo caso,
l’uno si porta dietro l’altro. Non c’è alternativa. Non si può dire quella
cosa, in un modo diverso.
La provocazione è necessità.
Questo estremismo denota carattere, coraggio, ideali,
determinazione e perché no, voglia di rischiare. E’ una scelta consapevole. Ci
stanno dicendo: cari lettori, volete leggerci? Bene, noi siamo questi. Vi
stiamo sul cazzo? Ecchissenefrega.
Non vogliamo essere mainstream, niente piedi in più scarpe
per piacere un po’ a destra e un po’ a sinistra. Solo rock’n’roll: messaggi
chiari, diretti, controcorrente, duri e puri.
Per farlo, sfruttano un bersaglio: il mondo dell’elettronica
e i DJ.
Non mi addentrerò nei meandri del perché il rock è meglio
della house, un concerto live meglio di una discoteca. Userei tutte le parole
del vocabolario e poi, in fondo, ognuno è libero di pensarla come vuole.
La musica è questione
di chimica e non di ragione.
Voglio interpretare questo filmato come un urlo del rock,
per riaffermarsi verso una forma di musica meno “umana” e più elettronica, dove
è il pc che comanda, non il metronomo e il rullante della batteria. Poco
sudore, niente sangue sui polpastrelli, niente voce che scompare. Solo un
mouse.
Le reazioni saranno le più diverse. L’amate del rock,
apprezzerà. Gli altri, sono sicuro, un po’ meno. Si sentiranno esclusi,
reagiranno scagliandosi contro senza nemmeno cercare di capire perché.
Semplicemente capiranno di non far parte della tribù a cui questo messaggio è
diretto. E scalceranno, vomiteranno insulti, sbraiteranno per riaffermare di
diritto una qualche superiorità. Grideranno per far capire che non è tutta
plastica.
Ma in fondo, a noi del ROCK, delle vostre di urla, noncenefregauncazzo.
Ci sarebbero tanti pezzi adatti ad accompagnare l’anatema
del rock.
Ma visto che oggi è un giorno da “Pearl Jam” scelgo questo.
Il rock è ancora vivo. Anzi, semplicemente non morirà mai.
PS: va beh, dai Buon Halloween lo stesso...
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venerdì 9 agosto 2013
IO, UN MARKETING MANAGER.
Ci siamo.
Ultime ore di lavoro, prima di una nuova sosta. Qualche
giorno di ferie per ricaricare le pile, rinfrescare le idee.
Cambiare aria per prepararsi alle nuove sfide. Perché ce ne
saranno.
Gli ultimi mesi mi hanno regalato due cose:
- Tantissima fatica
- Altrettante soddisfazioni
Per una volta, diamo spazio a queste ultime, celebrando come
non ero riuscito a fare prima la mia promozione.
Un passaggio a Marketing Manager che è quanto sognavo durante
i miei primi giorni ormai 10 anni fa.
Guardavo lontano e, pieno di dubbi, mi chiedevo “chissà dove
sarò tra 10 anni?”.
Beh, oggi lo so.
Il primo ringraziamento che voglio fare è a me stesso.
Sempre pieno di insicurezze, mi sono dimostrato che la continua ricerca di
perfezione è uno stimolo continuo. Siccome niente è perfetto, più cerco di
arrivare lì, e più imparerò nuove strade.
Il secondo va a chi ci ha sempre creduto. Pochi,
probabilmente. Però con grande intensità e fiducia, magari non esplicita, ma sappiate
che io l’ho sentita la vostra spinta e la vostra carica.
L’ultimo è per chi non ci ha creduto. Non sapete quanto mi
avete stimolato a mettervelo nel c**o.
Ciò detto, festeggiamo.
Sì perché a 31 anni faccio il lavoro che mi sognavo e mi
diverto imparando.
Lavoro nella pubblicità. La mia vita è fatta di momenti che
durano 30 secondi. Fatica in pillole, giornate riassunte in pochi attimi, esperienze
che durano un battito di ciglia. Sta proprio qui la difficoltà. Essere
giudicati per quei 30 secondi che si portano dietro settimane, a volte mesi di
duro lavoro, difficoltà, problemi risolti.
Come l’ultima campagna. Che belli quei due giorni in giro
per Roma e Milano a fermare gente che andava, come piccole formichine, per la
propria strada.
Sono stati due giorni ricchi di incontri piacevoli, piccole
scoperte, uno sguardo su una facciata nascosta da una posizione privilegiata.
E questo è il risultato.
Tra l’altro, c’è anche un mio cameo… :-) .. non ho saputo resistere.
Uno spot che ha significato tanto per me. Chiude un capitolo
durato 5 anni tondi, nel mondo delle Lotterie che tanto mi ha dato e a cui
tantissimo ho dato io.
Ma sono contento. E’ stato il modo che avrei scelto per
salutare.
Oggi quindi, si cambia vita. Il mio mondo diventa un altro,
quello dell’entertainment.
E allora via subito sotto a correre per un guinness world
record: girare uno spot in una settimana e mezza.
Alt. Non significa che avevamo 10 giorni di riprese.
Significava avere 10 gg di preparazione prima delle riprese. Insomma serviva un
“miracolo”.
Con grande orgoglio posso dire “ce l’abbiamo fatta”.
Queste le parole che ho scritto su un comunicato stampa per
descrivere questa campagna:
“Siamo
particolarmente orgogliosi di questa nuova campagna di comunicazione per Sisal
Matchpoint - Questa campagna è davvero il
frutto di un eccezionale lavoro di team svolto con l’agenzia e assume ancora
più valore se consideriamo che è stata realizzata in tempi record. Una macchina
perfetta in cui ogni protagonista ha dato un contributo determinante, per
raggiungere l’obiettivo finale: realizzare una campagna con un linguaggio e un
tono ironico e divertente, inusuale per la categoria, vicino alle persone, ai
valori del brand e in grado di rappresentare appieno il posizionamento di
Matchpoint”.
Non ho mai lavorato con questi tempi, con un team ridotto,
con un lavoro di squadra così eccezionale.
Una casa di produzione efficiente, un regista con grandi
qualità, un team creativo attento e propositivo, noi sempre sul pezzo 16 ore al
giorno per 10 giorni.
Ne usciamo oggi distrutti fisicamente e mentalmente. Ma con
grande convinzione e grandi riconoscimenti.
Considero questa campagna un privilegio. E a settembre,
quando potrò pubblicare il filmato, scriverò qualcosa di adatto.
Quindi.
Sono stati mesi duri e felici.
Vado a cercare di darmi nuovi obiettivi professionali e
personali con la convinzione che
Uno già ce l’ho, ed è riuscire prima o poi a realizzare un
progetto del genere:
O una campagna così:
Ora sono pronto per impostare l’out of office:
Ciao
:D
venerdì 3 maggio 2013
COME... NIENTE GUERRA CIVILE?!
E’ il primo post dopo l’appena finita vacanza in Egitto.
Un break tanto breve quanto piacevolissimo, in occasione del
ponte per il 25 Aprile.
Abbiamo facce più rilassate, meno stanchezza in corpo, ed un
colore caffè e latte che fa invidia a tanti perché profuma di giornate diverse,
lontane dalla quotidianità di un ufficio e di un pc.
In quei giorni ci siamo spinti a conoscere realtà lontanissime
dal nostro oggi, diverse dalla nostra cultura, spiazzanti per la loro
perfezione.
Sto parlando della storia egiziana per come l’abbiamo
imparata a scuola. La valle dei Templi di Luxor, delle tombe dei Faraoni, i
geroglifici, il culto dei morti. Mancavano solo le piramidi. Se guardi a quell’Egitto
e ti teletrasporti ad osservare i giorni d’oggi, è naturale chiedersi come
abbiano fatto a pensare, costruire e poi lasciar morire tutto ciò. 4000 anni fa
erano tra i popoli più progrediti, intelligenti e capaci della terra. Oggi
possiamo dire la stessa cosa?
Di certo c’è una frase che ho sentito da una guida e che
rafforza ciò che penso dei media di oggi, e cioè che sono inutili, tanto sono
focalizzati nella ricerca dello scoop, dello scandalo, della notizia a tutti i
costi. Fino a perdere di vista la realtà.
La frase è stata: “tornate in Italia e ditelo che qui non c’è
la guerra civile”.
Mi è subito tornato in mente ciò che mi dissero in Brasile: “il
Brasile non è come viene descritto in Italia.”
Ho ricordato una curiosa campagna che spingeva la gente ad
andare a votare in Tunisia.
Bel lavoro!
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lunedì 18 marzo 2013
2 NUOVE PERLE.
Succede sempre così.
Non succede mai niente, finché tutto si concentra in uno
spazio limitato e in un tempo ravvicinato.
Chissà perché stiamo sempre alla ricerca di qualcosa che non
arriva mai.
Poi arriva tutto insieme e il piacere dura un attimo.
Tutto questo è per celebrare la magia di due annunci del
weekend.
Due amici, due binari paralleli, due vite con due destini
che si incrociano.
E’ la storia di due famiglie che verranno.
E’ la storia di due persone che si conoscono e che ancora
non sanno di avere qualcosa di bello da vivere insieme.
E’ la storia di due miei amici, amici a loro volta, che
sabato mi hanno svelato una fantastica notizia.
Aspettano un bambino.
In questo momento vedo passare davanti a me la parte della
loro vita che io conosco, e ogni incrocio, errore, sorriso è racchiuso dentro a
quella notizia. Come se tutto ciò che è stato, è confluito semplicemente in
quell’annuncio. Tutte le strade che hanno percorso le ha prese perché dovevano
portarli lì. Quelle 3-4 parole hanno dentro di sé, la storia di una vita che è
stata finora, e di una vita che sarà da domani.
Quell’annuncio cambia tutto. O forse, cambia solo molto. Di
fatto, saranno persone diverse. Con obiettivi e priorità diverse.
Ma sono felice che abbiano voluto che anch’io fossi parte di
questa fase del loro personalissimo percorso.
Con il mio in bocca al lupo, vi dedico questo.
Quando se lo diranno, spero che questo spot possa ispirarli.
:D
venerdì 22 febbraio 2013
E.. BRAVO ME.
Tempo di valutazione.
Tempo di fermarsi un attimo a riflettere, tirare una riga, cercare di essere il più critici possibile verso sé stessi e capire cosa funziona bene e cosa meno.
Ogni anno, di questi tempi io faccio così.
Mi guardo da fuori, chiedo ai miei colleghi, chiedo a me stesso e cerco di intuire se l’anno che ho alle spalle sia stato significativo dal punto di vista professionale e umano. Voglio sapere quante cose mi sono portato a casa, quanto ho imparato, come sono migliorato. E da quale punto di vista la strada è ancora lunga.
Si è chiuso un anno intenso, per certi versi ottimo e, senza dirlo troppo forte, spettacolare.
Un master, più consapevolezza dei miei 30 anni, un lavoro diverso, i primi riconoscimenti e la strana sensazione che, in effetti, ci sia molto di più.
Quest’anno non voglio essere troppo critico. Professionalmente ho dato e ricevuto tanto. Fosse sempre così, il lavoro sarebbe solo un piacere.
Mi sembra giusto dire grazie a chi ha permesso una crescita che non è solo avvertita. E’ reale e concreta. Non è solo un presentimento personale. E’ una certezza condivisa da chi mi sta intorno. E questa è la soddisfazione più grande.
Questo sapore, queste sensazioni danno un senso a notti insonni, pesanti carichi di lavoro, ai sacrifici di vita personale e a tanto altro ancora.
Ma la cosa più importante è riuscire a sentirsi dentro che tutto ciò comporta un cambiamento. E dico riuscire a sentirlo. Perché ogni giorno, situazione, avvenimento ci cambia. Ma riuscire ad avvertirlo e capire che cambi in meglio non è banale. E’ il lavoro più difficile.
Quest’anno io lo sento. L’ho sentito, l’ho avvertito ne sono consapevole.
Tutto ciò mi restituisce grande motivazione e determinazione. Mi piace quello che faccio, ogni giorno voglio migliorarmi e crescere. Per questo ringrazio chi mi sta intorno e mi mette in condizione di farlo. Dopo anni che non succedeva, mi sento a mio agio. So che posso dare di più, ma sento che prima o poi ci arriverò. Viaggio su un terreno fertile e ogni passo semina esperienza.
Ma quest’anno però un grazie e un bravo devo dirlo anche a me stesso.
Rifarei tutto quello ho fatto fino a qui. Perché se non avessi vissuto ciò che di meno positivo c’è stato prima, oggi non vivrei così.
E’ sempre più vero che tutto conta.
Voglio quindi essere positivo e un filo autocelebrativo.
Visto il grande impegno, posto il risultato più tangibile di tutto questo lavoro. Il mio primo “1° premio”. Un riconoscimento che abbiamo vinto per la campagna “SuperEnalotto – Lasciatemi Sognare”, migliore campagna del 2012 nella categoria Best Impact ai MediaKey Awards, una delle manifestazioni più rilevanti nel panorama pubblicitario italiano.
Con l’augurio di vincerne un altro, mi dico bravo, giro pagina e ricomincio a macinare kilometri.
:D
Video Premiazione "Lasciatemi Sognare"
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