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lunedì 7 aprile 2014

LA GENUINITA' DI UN SORRISO.

Dopo una giornata come questa, fatta di troppo niente, di modi di porsi sbagliati, di atteggiamenti fastidiosi... c'è solo una cosa che mi può dare sollievo: il sorriso di un bambino.

E così, mi è tornata alla memoria una campagna bellissima, pensata per il sociale. 
Si tratta di una serie di interviste a bambini a cui vengono poste domande da adulto.
L'idea nasce dalla necessità di far capire che i bambini non possono essere trattati come gli adulti. Perchè sono bambini.

Eccola:

Questa campagna, mi fa riflettere sull'attenzione che dedichiamo alle persone ogni giorno, a come interagiamo con loro, a che tipo di reazione fanno nascere i nostri comportamenti o più semplicemente come vengono interpretati.

Potrei non finire mai di scrivere ricamando intorno al concetto del "misleading", del come ci si fraintende, del perchè si ricama, del quando non ci capiamo.. tra adulti.

Per questo, smetto qui.
E torno a godermi il sorriso delle persone più vere e genuine che ci siano: i bambini.

:D

venerdì 21 marzo 2014

QUANDO LA COMUNICAZIONE E' DAVVERO EFFICACE.

Mi capita molto spesso di ascoltare i discorsi delle persone e chiedermi quale sia il messaggio che vogliono trasmettere.
Oggi si abusa di frasi fatte, inglesismi, intercalari vari senza arrivare al punto.

Tutt’altro che raramente, succede che nel mezzo del racconto io mi trovi ad aver già afferrato dove andrà a finire il discorso, così da aver capito la richiesta, il parere, il suggerimento senza che il mio interlocutore abbia ancora terminato. In quelle situazioni trovo che provare a infilarsi negli spazi della punteggiatura verbale per trasmettere di aver capito però, non sia così semplice. Le persone bramano dal desiderio di pronunciare tutte le parole che gli passano per la testa senza tralasciarne alcuna. Pena l’insicurezza di un messaggio opinabile e fraintendibile? Sarà, ma se ho capito, ho capito… il fatto è che lasciando andare perdiamo tempo in due. Io che ho già capito e mi annoio ad ascoltare parole inutili. Chi mi parla recita un discorso che non serve.
Queste situazioni succedono sia tra amici, sia in ambito professionale dove gli effetti si amplificano quando ci si trova all’interno di riunioni che divengono interminabili.

Ma il top dei discorsi incomprensibili è quando qualcuno ti parla di un qualcosa che non conosci.
Lì avviene un qualcosa di mostruoso. Si mettono insieme parole che non si sposano, di lingue diverse, su argomenti distanti, condivise da persone che non si conoscono. Insomma, una babilonia.

Come se ne esce?
Uno dei trucchi è il classico “ok, dai.. mandami un mail così ci penso”.
Traduzione: “oh, non si è capito niente di quello che mi hai detto.. prova a scriverlo che vediamo se ti riesce di essere più chiaro”.

Cito un episodio recente che mi ha fatto riflettere su questo argomento.
Mi chiamano 3 persone diverse in 3 momenti distanti, raccontandomi quanto potrebbe essere utile il loro servizio alla nostra azienda.
Dico io, fatemi capire bene qual è l’ambito, cosa fate, come funziona in dettaglio.
Seguono spiegazioni, esempi, spunti, idee, parole strane, spiegazioni poco concrete. E io fatico a comprendere. Mi chiedono un incontro, lo fissiamo “così mi spiegate bene”, ma non si presentano. Mi richiamano, si scusano. Forse non ci siamo capiti, dicono.
Ah, ecco. Beh, in effetti, io ancora non ho capito cosa volete e cosa fate.

Come finisce? Finisce che continuo a non capire ed esasperato gli dico, “guardate non sono la persona giusta, non mi occupo di quello”.
Ovvia conclusione, dal momento che non ho capito cosa sia “quello”.

Poi ieri vedo questo loro filmato e di colpo capisco cosa volevano dirmi.
Insomma, ci volevano tante parole? La risposta è no. In un minuto si capisce l’insight, benefit e rtb. Insomma come possono essere utili e perché.
Facendomi anche divertire.


Applausi!


Peccato, ormai non vi ascolterei più.
:D

lunedì 18 marzo 2013

2 NUOVE PERLE.


Succede sempre così.
Non succede mai niente, finché tutto si concentra in uno spazio limitato e in un tempo ravvicinato.
Chissà perché stiamo sempre alla ricerca di qualcosa che non arriva mai.
Poi arriva tutto insieme e il piacere dura un attimo.

Tutto questo è per celebrare la magia di due annunci del weekend.
Due amici, due binari paralleli, due vite con due destini che si incrociano.
E’ la storia di due famiglie che verranno.
E’ la storia di due persone che si conoscono e che ancora non sanno di avere qualcosa di bello da vivere insieme.

E’ la storia di due miei amici, amici a loro volta, che sabato mi hanno svelato una fantastica notizia.
Aspettano un bambino.

In questo momento vedo passare davanti a me la parte della loro vita che io conosco, e ogni incrocio, errore, sorriso è racchiuso dentro a quella notizia. Come se tutto ciò che è stato, è confluito semplicemente in quell’annuncio. Tutte le strade che hanno percorso le ha prese perché dovevano portarli lì. Quelle 3-4 parole hanno dentro di sé, la storia di una vita che è stata finora, e di una vita che sarà da domani.
Quell’annuncio cambia tutto. O forse, cambia solo molto. Di fatto, saranno persone diverse. Con obiettivi e priorità diverse.
Ma sono felice che abbiano voluto che anch’io fossi parte di questa fase del loro personalissimo percorso.

Con il mio in bocca al lupo, vi dedico questo.
Quando se lo diranno, spero che questo spot possa ispirarli.
:D