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martedì 3 dicembre 2013

ANDREA PIRLO E IL TRIANGOLO D'ORO.

Era da un pò che ne volevo parlare.
Aspettavo solo l'occasione giusta, che sapevo sarebbe arrivata presto.

Prima non potevo dirlo a nessuno, poi dovevo aspettare che andasse on air o di trovare il tempo e il modo. Finché come la gran parte delle cose, l'occasione capita senza che nemmeno ci si accorga.

Insomma, volevo ricordare le ore passate a realizzare la nuova campagna di Sisal Matchpoint che ha come protagonista un fenomeno dello sport che ho sempre amato: Andrea Pirlo.

Una campagna realizzata in 15 giorni lavorativi, dall'ok post ricerche di mercato, all'applauso finale per tutto il team a fine riprese. Che avventura, che emozioni!
Ricordo ancora tutto.

Appena arrivato nel mondo Matchpoint, vengo catapultato su file, presentazioni, dati, ricerche... dovevo capire cosa fossero le scommesse sportive in profondità. Per farlo, avevo pochissimi giorni.
Di corsa, ho bloccato l'agenda, occupando ogni minuto con un "TO DO". 
Il progetto era davvero interessante, ma l'on air previsto ai primi di settembre non lasciava spazio a dubbi: serviva il miracolo. 

Entro in corsa nel progetto, prima riunione con le ricerche di mercato che ci raccontano i risultati del test qualitativo. Questo piace, quello non si capisce, la prima strada ha potenziale, la seconda ha maggiore affinità al target...
Due ore di meeting, usciamo da lì con una decisione presa: abbiamo la strada.

Seguono telefonate, meeting, mail, verifiche, update. Il tutto con ritmi febbrili.
Arrivano i primi problemi, le richieste assurde, le decisioni da prendere urgentemente. Non c'è spazio per pensare. C'è moltissima probabilità di errore. E poi, io sono appena arrivato.
Chiedo aiuto. Anzi, no. Il mio capo capisce che ne ho bisogno (figuriamoci se metto da parte l'orgoglio..). Si aggiunge una collega a darmi una mano e provo a coordinarla dividendoci le attività.

Sono due settimane da cervello bruciato, poco sonno, zero appetito, nessuno spazio per altro.
Ma ci arriviamo.
Scegliamo il testimonial. Tra qualche dubbio, uno sprazzo di lucidità: Andrea Pirlo è il nostro uomo.
Lui accetta, scriviamo il contratto, lo rileggiamo, blindiamo e firmiamo. Ci siamo? Macchè, è solo l'inizio.

E allora pronti, via.. Scegliamo la casa di produzione, la regia.

Poi? Sentire Pirlo, anzi l'agente e chiedere le disponibilità.
Risposta: 27 luglio, prendere o lasciare. Prendiamo con tanto di ringraziamenti per la concessione di un giorno di vacanza.
Tutto pronto? No... ecco... Andrea non si vuole muovere da Viareggio dove si trova in vacanza.
Eddai, costa troppo, è un casino, tutto ancora più difficile, non abbiamo punti vendita  a Viareggio, ok c'è il mare, ma.. una piscina? Beh sì.. un parco? C'è! 

Beh, ma allora dai, in qualche modo si può fare.
Siamo pronti per il PPM. Casting, fitting, location, dettagli produttivi-logistici-trasporti. 


Ok, tutto approvato in un modo o nell'altro.
PARTIAMO!

Due giorni a Viareggio, tra una scena e l'altra a rincorrere situazioni, gestire cambiamenti, con l'obiettivo di restare concentrati e portarci a casa tutto ciò che ci serve.
Ed è quello che facciamo.

Scena 1 - Mare: bellissimo, mattina presto, piedi nella sabbia, la gente che comincia ad arrivare e guarda incuriosita. Siamo pronti, il set è a posto e le macchine pronte. Arriva Andrea, capisce al volo, da la sua massima disponibilità e dopo due ore, tra un autografo a l'altro, ci spostiamo in pineta

Scena 2 - Pineta: cambia la scena, ripassiamo lo storyboard. Attenzione che non sono scene consecutive, quindi entriamo nel mood della precedente per giudicare questa. Pronti? Ciak... arriviamo all'ora di pranzo. Noi con un panino, Andrea chissà dove. Ma io mi sento un re lo stesso.

Scena 3 - Colazione e Agenzia: per le strade di Viareggio ne giriamo due di filato perchè le location sono molto vicine. Fingiamo una colazione mattiniera al bar, poi una corsa davanti ad una nostra agenzia, ricreata nelle vetrine laddove c'era un negozio di tatoo. Primi segni di cedimento. D'altra parte è sempre il 27 di luglio e sebbene sia un calciatore sono ore che corre con una giacchetta addosso.

Ultima scena -  Piscina!: sommozzatori, camere subacquee, comparse in costume, l'agente che scalpita. E' il momento più difficile, quello più teso. Le lancette girano e non abbiamo più molto. Arrivano i primi segnali di nervosismo, le prime richieste di andare via. Cerchiamo un modo per distrarli, ma è troppo difficile. Acceleriamo per favore! "Un attimo solo, la camera va settata". Dai, però.. che questo se ne va! Ok, siamo pronti, "Ciak e Azione"... 5 - 6 prove e buona così.
Fuori dall'acqua, una fonata alla chioma e via. Non prima di una foto ricordo.




Ebbene, sembra il racconto di mesi di lavoro, ma in realtà parliamo di 15 giorni lavorativi.
I più difficili della mia carriera ma, forse per questo, i più soddisfacenti.
Ecco perchè li ricordo volentieri.
Questi giorni mi hanno regalato almeno 3 cose:

1. La convinzione che se lo vuoi davvero, beh allora puoi tutto;

2. La mia prima intervista seria su Storyboard;

3. Il mio 3° Award. La campagna infatti ha vinto il 45° Media Key Award nella categoria "Tempo Libero e campagne promozionali". A un anno dal mio primo Award raccontato qui, torno a festeggiare e a condividere con tutto il team la felicità per un riconoscimento che chiude il cerchio nella maniera migliore.

Ok, Andrea. 
Questo non sarà il pallone d'oro. Però io potevo aiutarti a vincere questo.



Ed ecco lo spot:
http://youtu.be/nztDmnllJHI


venerdì 9 agosto 2013

IO, UN MARKETING MANAGER.

Ci siamo.
Ultime ore di lavoro, prima di una nuova sosta. Qualche giorno di ferie per ricaricare le pile, rinfrescare le idee.
Cambiare aria per prepararsi alle nuove sfide. Perché ce ne saranno.

Gli ultimi mesi mi hanno regalato due cose:
  • Tantissima fatica
  • Altrettante soddisfazioni

Per una volta, diamo spazio a queste ultime, celebrando come non ero riuscito a fare prima la mia promozione.
Un passaggio a Marketing Manager che è quanto sognavo durante i miei primi giorni ormai 10 anni fa.
Guardavo lontano e, pieno di dubbi, mi chiedevo “chissà dove sarò tra 10 anni?”.
Beh, oggi lo so.
Il primo ringraziamento che voglio fare è a me stesso. Sempre pieno di insicurezze, mi sono dimostrato che la continua ricerca di perfezione è uno stimolo continuo. Siccome niente è perfetto, più cerco di arrivare lì, e più imparerò nuove strade.
Il secondo va a chi ci ha sempre creduto. Pochi, probabilmente. Però con grande intensità e fiducia, magari non esplicita, ma sappiate che io l’ho sentita la vostra spinta e la vostra carica.
L’ultimo è per chi non ci ha creduto. Non sapete quanto mi avete stimolato a mettervelo nel c**o.

Ciò detto, festeggiamo.
Sì perché a 31 anni faccio il lavoro che mi sognavo e mi diverto imparando.
Lavoro nella pubblicità. La mia vita è fatta di momenti che durano 30 secondi. Fatica in pillole, giornate riassunte in pochi attimi, esperienze che durano un battito di ciglia. Sta proprio qui la difficoltà. Essere giudicati per quei 30 secondi che si portano dietro settimane, a volte mesi di duro lavoro, difficoltà, problemi risolti.
Come l’ultima campagna. Che belli quei due giorni in giro per Roma e Milano a fermare gente che andava, come piccole formichine, per la propria strada.
Sono stati due giorni ricchi di incontri piacevoli, piccole scoperte, uno sguardo su una facciata nascosta da una posizione privilegiata.
E questo è il risultato.


Tra l’altro, c’è anche un mio cameo… :-) .. non ho saputo resistere.
Uno spot che ha significato tanto per me. Chiude un capitolo durato 5 anni tondi, nel mondo delle Lotterie che tanto mi ha dato e a cui tantissimo ho dato io.
Ma sono contento. E’ stato il modo che avrei scelto per salutare.

Oggi quindi, si cambia vita. Il mio mondo diventa un altro, quello dell’entertainment.
E allora via subito sotto a correre per un guinness world record: girare uno spot in una settimana e mezza.
Alt. Non significa che avevamo 10 giorni di riprese. Significava avere 10 gg di preparazione prima delle riprese. Insomma serviva un “miracolo”.
Con grande orgoglio posso dire “ce l’abbiamo fatta”.
Queste le parole che ho scritto su un comunicato stampa per descrivere questa campagna:

“Siamo particolarmente orgogliosi di questa nuova campagna di comunicazione per Sisal Matchpoint - Questa campagna è davvero il frutto di un eccezionale lavoro di team svolto con l’agenzia e assume ancora più valore se consideriamo che è stata realizzata in tempi record. Una macchina perfetta in cui ogni protagonista ha dato un contributo determinante, per raggiungere l’obiettivo finale: realizzare una campagna con un linguaggio e un tono ironico e divertente, inusuale per la categoria, vicino alle persone, ai valori del brand e in grado di rappresentare appieno il posizionamento di Matchpoint”.

Non ho mai lavorato con questi tempi, con un team ridotto, con un lavoro di squadra così eccezionale.
Una casa di produzione efficiente, un regista con grandi qualità, un team creativo attento e propositivo, noi sempre sul pezzo 16 ore al giorno per 10 giorni.
Ne usciamo oggi distrutti fisicamente e mentalmente. Ma con grande convinzione e grandi riconoscimenti.
Considero questa campagna un privilegio. E a settembre, quando potrò pubblicare il filmato, scriverò qualcosa di adatto.

Quindi.
Sono stati mesi duri e felici.
Vado a cercare di darmi nuovi obiettivi professionali e personali con la convinzione che



Uno già ce l’ho, ed è riuscire prima o poi a realizzare un progetto del genere:


O una campagna così:



Qualora invece mi capitasse di dover fare una cosa così triste, mi dimetterò:




Ora sono pronto per impostare l’out of office:


Ciao
:D