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venerdì 9 agosto 2013

IO, UN MARKETING MANAGER.

Ci siamo.
Ultime ore di lavoro, prima di una nuova sosta. Qualche giorno di ferie per ricaricare le pile, rinfrescare le idee.
Cambiare aria per prepararsi alle nuove sfide. Perché ce ne saranno.

Gli ultimi mesi mi hanno regalato due cose:
  • Tantissima fatica
  • Altrettante soddisfazioni

Per una volta, diamo spazio a queste ultime, celebrando come non ero riuscito a fare prima la mia promozione.
Un passaggio a Marketing Manager che è quanto sognavo durante i miei primi giorni ormai 10 anni fa.
Guardavo lontano e, pieno di dubbi, mi chiedevo “chissà dove sarò tra 10 anni?”.
Beh, oggi lo so.
Il primo ringraziamento che voglio fare è a me stesso. Sempre pieno di insicurezze, mi sono dimostrato che la continua ricerca di perfezione è uno stimolo continuo. Siccome niente è perfetto, più cerco di arrivare lì, e più imparerò nuove strade.
Il secondo va a chi ci ha sempre creduto. Pochi, probabilmente. Però con grande intensità e fiducia, magari non esplicita, ma sappiate che io l’ho sentita la vostra spinta e la vostra carica.
L’ultimo è per chi non ci ha creduto. Non sapete quanto mi avete stimolato a mettervelo nel c**o.

Ciò detto, festeggiamo.
Sì perché a 31 anni faccio il lavoro che mi sognavo e mi diverto imparando.
Lavoro nella pubblicità. La mia vita è fatta di momenti che durano 30 secondi. Fatica in pillole, giornate riassunte in pochi attimi, esperienze che durano un battito di ciglia. Sta proprio qui la difficoltà. Essere giudicati per quei 30 secondi che si portano dietro settimane, a volte mesi di duro lavoro, difficoltà, problemi risolti.
Come l’ultima campagna. Che belli quei due giorni in giro per Roma e Milano a fermare gente che andava, come piccole formichine, per la propria strada.
Sono stati due giorni ricchi di incontri piacevoli, piccole scoperte, uno sguardo su una facciata nascosta da una posizione privilegiata.
E questo è il risultato.


Tra l’altro, c’è anche un mio cameo… :-) .. non ho saputo resistere.
Uno spot che ha significato tanto per me. Chiude un capitolo durato 5 anni tondi, nel mondo delle Lotterie che tanto mi ha dato e a cui tantissimo ho dato io.
Ma sono contento. E’ stato il modo che avrei scelto per salutare.

Oggi quindi, si cambia vita. Il mio mondo diventa un altro, quello dell’entertainment.
E allora via subito sotto a correre per un guinness world record: girare uno spot in una settimana e mezza.
Alt. Non significa che avevamo 10 giorni di riprese. Significava avere 10 gg di preparazione prima delle riprese. Insomma serviva un “miracolo”.
Con grande orgoglio posso dire “ce l’abbiamo fatta”.
Queste le parole che ho scritto su un comunicato stampa per descrivere questa campagna:

“Siamo particolarmente orgogliosi di questa nuova campagna di comunicazione per Sisal Matchpoint - Questa campagna è davvero il frutto di un eccezionale lavoro di team svolto con l’agenzia e assume ancora più valore se consideriamo che è stata realizzata in tempi record. Una macchina perfetta in cui ogni protagonista ha dato un contributo determinante, per raggiungere l’obiettivo finale: realizzare una campagna con un linguaggio e un tono ironico e divertente, inusuale per la categoria, vicino alle persone, ai valori del brand e in grado di rappresentare appieno il posizionamento di Matchpoint”.

Non ho mai lavorato con questi tempi, con un team ridotto, con un lavoro di squadra così eccezionale.
Una casa di produzione efficiente, un regista con grandi qualità, un team creativo attento e propositivo, noi sempre sul pezzo 16 ore al giorno per 10 giorni.
Ne usciamo oggi distrutti fisicamente e mentalmente. Ma con grande convinzione e grandi riconoscimenti.
Considero questa campagna un privilegio. E a settembre, quando potrò pubblicare il filmato, scriverò qualcosa di adatto.

Quindi.
Sono stati mesi duri e felici.
Vado a cercare di darmi nuovi obiettivi professionali e personali con la convinzione che



Uno già ce l’ho, ed è riuscire prima o poi a realizzare un progetto del genere:


O una campagna così:



Qualora invece mi capitasse di dover fare una cosa così triste, mi dimetterò:




Ora sono pronto per impostare l’out of office:


Ciao
:D

venerdì 22 febbraio 2013

E.. BRAVO ME.


Tempo di valutazione.
Tempo di fermarsi un attimo a riflettere, tirare una riga, cercare di essere il più critici possibile verso sé stessi e capire cosa funziona bene e cosa meno.
Ogni anno, di questi tempi io faccio così.
Mi guardo da fuori, chiedo ai miei colleghi, chiedo a me stesso e cerco di intuire se l’anno che ho alle spalle sia stato significativo dal punto di vista professionale e umano. Voglio sapere quante cose mi sono portato a casa, quanto ho imparato, come sono migliorato. E da quale punto di vista la strada è ancora lunga.

Si è chiuso un anno intenso, per certi versi ottimo e, senza dirlo troppo forte, spettacolare.
Un master, più consapevolezza dei miei 30 anni, un lavoro diverso, i primi riconoscimenti e la strana sensazione che, in effetti, ci sia molto di più.
Quest’anno non voglio essere troppo critico. Professionalmente ho dato e ricevuto tanto. Fosse sempre così, il lavoro sarebbe solo un piacere.
Mi sembra giusto dire grazie a chi ha permesso una crescita che non è solo avvertita. E’ reale e concreta. Non è solo un presentimento personale. E’ una certezza condivisa da chi mi sta intorno. E questa è la soddisfazione più grande.

Questo sapore, queste sensazioni danno un senso a notti insonni, pesanti carichi di lavoro, ai sacrifici di vita personale e a tanto altro ancora.
Ma la cosa più importante è riuscire a sentirsi dentro che tutto ciò comporta un cambiamento. E dico riuscire a sentirlo. Perché ogni giorno, situazione, avvenimento ci cambia. Ma riuscire ad avvertirlo e capire che cambi in meglio non è banale. E’ il lavoro più difficile.

Quest’anno io lo sento. L’ho sentito, l’ho avvertito ne sono consapevole.
Tutto ciò mi restituisce grande motivazione e determinazione. Mi piace quello che faccio, ogni giorno voglio migliorarmi e crescere. Per questo ringrazio chi mi sta intorno e mi mette in condizione di farlo. Dopo anni che non succedeva, mi sento a mio agio. So che posso dare di più, ma sento che prima o poi ci arriverò. Viaggio su un terreno fertile e ogni passo semina esperienza.

Ma quest’anno però un grazie e un bravo devo dirlo anche a me stesso.
Rifarei tutto quello ho fatto fino a qui. Perché se non avessi vissuto ciò che di meno positivo c’è stato prima, oggi non vivrei così.
E’ sempre più vero che tutto conta.

Voglio quindi essere positivo e un filo autocelebrativo.
Visto il grande impegno, posto il risultato più tangibile di tutto questo lavoro. Il mio primo “1° premio”. Un riconoscimento che abbiamo vinto per la campagna “SuperEnalotto – Lasciatemi Sognare”, migliore campagna del 2012 nella categoria Best Impact ai MediaKey Awards, una delle manifestazioni più rilevanti nel panorama pubblicitario italiano.

Con l’augurio di vincerne un altro, mi dico bravo, giro pagina e ricomincio a macinare kilometri.
:D

Video Premiazione "Lasciatemi Sognare"